Se il Cantico delle Creature narra il cuore del presepe. L’opera allestita a Segusino – If the Canticle of the Creatures tells the heart of the crib. The work staged in Segusino

«Fede e passione»: è questa la “formula” che dal 1959 orienta le mani di Giustino Stramare nella realizzazione del presepio artistico di Segusino, cittadina di duemila abitanti, al confine tra le province di Treviso e Belluno. Giustino, oggi ottantenne, è il più anziano dei membri dell’associazione parrocchiale “Amici del presepio”. Un sodalizio formato da una trentina di appassionati di età varia e mano precisa, presieduto da Carlo Stramare. A suo tempo per illustrare ai giornalisti l’opera che ha caratterizzato il Natale 2019, era giunto anche l’assessore al Turismo, Diego Longo. E ai visitatori, fino a domenica scorsa, si presentava un manufatto, allestito su una superficie di circa centro metri quadrati nell’ex casa del cappellano, concessa dal parroco don Fabrizio Bagnara.

Ad accogliere il visitatore era la Natività, con statue del 1930, realizzate in gesso e dipinte a mano. «Costituiscono la tradizione, perciò rimangono fisse, mentre di anno in anno, cambiamo il tema, e quindi alcune scene, per offrire ai circa ventimila fruitori una rappresentazione sempre diversa», spiega Carlo. L’edizione 2019-2020 è stata dedicata al Cantico delle Creature “Laudato si’”, la cui recitazione continua accompagnava la visita. «Abbiamo scelto la preghiera di san Francesco, che peraltro fu anche il primo a dar vita alla tradizione del presepe, perché si basa su una visione positiva della natura, proprio perché in essa è riflessa l’immagine del Creatore.

Segusino, presepio, l’orto (credits Romina Gobbo)

La nostra speranza è che le persone siano tornate a casa con nel cuore un nuovo rispetto per le meraviglie del Creato, che sono mezzo di lode a Dio», commenta il presidente. Ed ecco perché in un contesto che è il paesaggio rurale veneto pedemontano dei primi decenni del Novecento, “frate focu, sora nostra madre terra e sor’aqua”, la fanno da padroni. Ma ci sono anche l’orto, le stalle per il ricovero degli animali, il granaio, il mercato ortofrutticolo che riproduce quello che si svolge nella vicina città di Feltre.

Segusino, presepio, don Francesco Maragno (credits Romina Gobbo)

E poi tanti personaggi, opere dell’artista Mauro Marcato: accanto al fabbro, ai contadini, al locandiere, compaiono molti cittadini di Segusino, tra cui alcuni che sono “andati avanti”, ma che sono rimasti nel cuore, come don Francesco Maragno, parroco amato per la sua umiltà e dedizione agli anziani. «Non volti anonimi, ma persone del luogo e della storia del luogo».

A completare il tutto una serie di specchi che hanno contribuito ad aumentare profondità e prospettiva, il ciclo giorno-notte, la neve che scende, i tanti falò che riscaldano le membra dei pastori, «mentre ai loro cuori ci pensa il Salvatore», conclude Carlo. Il più bel biglietto da visita in attesa della Natività 2020.

© 2020 Testo e foto di Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – Catholica – martedì 4 febbraio 2020 – pag. 16

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: