26 aprile. Il Coronavirus come Chernobyl? Anche no – April 26. Coronavirus like Chernobyl? Also no.

Qualcuno oggi paragona il coronavirus a Chernobyl. C’è questa necessità di voler trovare la similitudine dell’attuale emergenza con qualcos’altro. Ecco allor ail linguaggio bellico, ed ecco poi la comparazione con l’esplosione della centrale nucleare, al confine tra Ucraina e Bielorussia. Era esattamente il 26 aprile 1986 quando esplose il quarto reattore. Fu un disastro immane, i cui effetti continuano ancora oggi. Oltre alle morti immediate, soprattutto dei vigili del fuoco che furono inviati a spegnere l’incendio senza adeguate attrezzature, quanti morirono successivamente non è dato sapere. Quindi, se proprio si vogliono trovare delle similitudini, bisogna tornare a parlare di informazione. Laddove si crea una situazione di crisi, la prima reazione è il silenzio. Successe anche con Chernobyl. L’incidente venne nascosto almeno per una settimana e la popolazione europea – la nube arrivò spinta dal vento – continuò a mangiare verdura dell’orto e a bere latte. Non comunicare una crisi significa esporre le persone a rischi maggiori, oltre che ritardare la ricerca di una soluzione. Eppure, insabbiare è lo sport globale. Poi, l’altra difficoltà sono i numeri. Anche per quanto riguarda Chernobyl non fu mai chiarito quanti furono i morti, anche perché su come le radiazioni agiscono nei corpi, specialmente nel lungo periodo, la comunità scientifica si divise. Fatto sta che ancora dopo 34 anni, il suolo intorno alla centrale è tra i più contaminati al mondo. La zona di esclusione, nella quale è vietato vivere, copre un’area di circa 30 km intorno all’impianto. Nel 2011 è iniziato il business: si può arrivare fino a quel confine, nella città di Prypiat, per visitare il luogo della sciagura. 100 euro per una giornata nella zona prospiciente a quella rossa. Il flusso ha subito un’accelerata a seguito del successo di “Chernobyl”, miniserie televisiva di Hbo in onda su Sky Atlantic. Aspettiamoci che, rientrata l’emergenza Covid, qualcuno si arricchisca portando i turisti in visita alle case di riposo.

#ChernobylHBO #covid

© 2020 Romina Gobbo
pubblicato su Facebook e LinkedIn – domenica 26 aprile 2020

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