PixartPrinting, l’azienda dove la diversità è il capitale – PixartPrinting, the company where diversity is the capital

«Siamo orgogliosi di accogliere così tante diversità. Diversità significa ricchezza”. “Diversità. Oggi più che mai”. “Inclusione oggi più che mai”. È questa la risposta della PixartPrinting SpA di Quarto D’Altino (Venezia) alla scritta “Niggers go home” trovata una mattina di qualche settimana fa davanti ad uno degli ingressi. Non una sola risposta, bensì tre, quanti sono gli accessi. L’azienda, che si occupa di fornitura online di servizi di stampa specializzata, non ci sta a che venga strumentalizzata una storia venticinquennale, fondata sull’inclusione. I 900 dipendenti appartengono a 29 nazionalità: dalla Nuova Guinea al Messico, dal Venezuela all’Argentina, dal Kosovo al Canada, dallo Sri Lanka al Brasile… «Che si sia trattato di una ragazzata, o di qualcosa di maggior peso, ci ha fatto molto male – afferma Maruska Fiorotto, HR Director -. Si sono sentiti più offesi gli italiani che i ragazzi di colore. Abbiamo cancellato subito la scritta e affisso i cartelloni per ribadire la nostra posizione. La cosa bella è che alle finestre delle abitazioni vicine sono apparsi striscioni di solidarietà, per testimoniare che le persone che lavorano qui sono ben integrate nella comunità».

Passione, innovazione, fiducia: sono i valori cardini di questo e-commerce manifatturiero. E fanno bella mostra di sé su una parete interna, tradotti in tutte le lingue presenti in azienda. «Abbiamo coinvolto gli stessi dipendenti, perché non volevamo una traduzione letterale, bensì una sorta di mediazione interculturale, che rendesse appieno il significato». La valorizzazione dei dipendenti fa sì che siano essi stessi a salire in cattedra, mettendo a disposizione le proprie competenze per formare i colleghi. Chi ha una laurea in Lettere insegna italiano a chi stenta, venendo ricambiato magari con lezioni di inglese. «Questo accresce lo spirito di comunità», dice Fiorotto, che racconta anche le difficoltà della convivenza. «A volte discutono anche trevigiani e veneziani, figuriamoci persone che provengono da culture altre. Ci sono ragazzi arrivati sui barconi, quindi con un passato pesante. Abbiamo lavorato sulla questione di genere, perché c’erano persone che faticavano ad ubbidire ad un capo donna. Abbiamo insegnato l’uguaglianza. Qui l’unica differenza la fa la qualità della persona». PixartPrinting è stata fondata negli anni ’90 da Matteo Rigamonti, imprenditore illuminato che si preoccupava anche di trovare casa a quanti arrivavano dal sud del mondo, così come di favorirli per ottenere i documenti. Questo aspetto di accoglienza è stato incrementato nel 2014 con l’acquisto da parte del gruppo olandese Cimpress. «L’elemento interetnico in un gruppo internazionale è connaturato.  È normale adibire un locale per la preghiera di tutti, così come permettere ai musulmani di modificare gli orari di lavoro nel mese di Ramadan», conclude Fiorotto.

© 2020 Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – Economia e Lavoro – domenica 6 settembre 2020 – pag. 19

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