Don Pedrollo, «carità traboccante»

«C’è molto di lui, ma anche molto della nostra Opera nelle circa 5.000 pagine partite per Roma, per essere analizzate dalla Congregazione delle cause dei santi. Gli scritti di don Luigi ci aiutano tantissimo, non solo a conoscere nuovi dettagli della sua vita per noi già santa, ma anche a riscoprire il nostro carisma, al quale lui fu fedelissimo per tutta la vita». Fratel Mario Grigolini, vicepostulatore della causa di canonizzazione del servo di Dio don Luigi Pedrollo, con cui ha condiviso trent’anni di vita religiosa, non ha dubbi che le sue virtù saranno considerate eroiche. La fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione del vicario e primo successore di don Giovanni Calabria alla guida dell’Opera da lui fondata, ovvero la Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, si è chiusa nel pomeriggio dello scorso 20 settembre a Verona, con una Messa celebrata nella basilica di Sant’Anastasia. Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Verona Giuseppe Zenti e concelebrata dall’arcivescovo veronese Rino Passigato, nunzio emerito, e dal Casante dell’Opera dell’Opera Don Calabria, padre Miguel Tofful. Casante era usato anticamente per indicare una persona di fiducia che amministrava i beni di un nobile signore. Analogamente, su volontà di don Calabria, il Casante è oggi colui che è chiamato a custodire la famiglia calabriana per conto del “vero padrone”, il Padre che è nei Cieli.

Dopo la Messa si è svolta la cerimonia di chiusura del processo diocesano (si era aperto il 15 giugno 2018) con giuramento e firma del vescovo e dei componenti del tribunale. Gli atti – costituiti da una cinquantina di testimonianze e dai numerosissimi scritti di don Luigi: diari, corrispondenza privata, lettere, deposizioni, cronache della Casa, contributi ai Capitoli… – sono stati sigillati e affidati al postulatore Paolo Villotta per la consegna a Roma.

Luigi Pedrollo nasce a San Gregorio di Veronella, provincia di Verona e diocesi di Vicenza, il 31 dicembre 1888. E’ il quinto dei nove figli di Andrea, mugnaio, e di Angela Clementina Brun, casalinga. Luigi entra in seminario a 14 anni, ispirato dall’esempio dei genitori, profondamente religiosi. Nei primi anni di Teologia conosce san Giovanni Calabria, rimanendone affascinato. Viene ordinato sacerdote il 28 luglio 1912 e, due anni dopo, entra nell’Opera “Don Calabria”, dove per quarant’anni rimane al fianco del fondatore, sostituendolo quando viene a mancare.

«La chiusura della fase diocesana è una grande gioia per tutta la famiglia calabriana – dice padre Miguel Tofful – don Luigi per noi rappresenta la figura del sacerdote come lo voleva don Calabria: umile, traboccante di carità, determinato e con un’enorme fiducia nella Divina Provvidenza».

© 2020 Foto e testo di Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – Catholica – venerdì 9 ottobre 2020 – pag. 15

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