Al Festival biblico cercando il logos e la nostra vita –

«Il Covid ha rappresentato e rappresenta una grossissima difficoltà per noi lavoratori cultural, ma è anche l’occasione per un grande ripensamento del nostro mestiere. Il buon senso della prenotazione, i distanziamenti adeguati, la capienza limitata, quindi più intima, ci consentono di guardare in faccia chi partecipa ai nostri eventi, chi decide di interrogarsi insieme a te». A parlare così è Roberta Rocelli, direttrice del Festival biblico, il progetto a impatto culturale e spirituale di Diocesi di Vicenza e Società San Paolo – con i rispettivi presidenti, monsignor Roberto Tommasi e don Ampelio Crema – che da sedici anni sperimenta nuovi modi per rileggere la contemporaneità, a partire dalle Sacre Scritture.

Da questo ripensamento è nato il Festival biblico special, una settimana di dialoghi, spettacoli teatrali, concerti, meditazioni, passeggiate e incontri che, dal 18 al 27 settembre, toccheranno le diocesi di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e Vittorio Veneto. «Lo abbiamo chiamato “special”, perché non è la brutta copia o il recupero di un’edizione che si sarebbe dovuta svolgere a maggio – continua Rocelli -. Si tratta di un nuovo format in cui il tema pensato per il 2020 “Logos. Parlare pensare agire” rimane ma, alla luce della pandemia, favorisce nuove riflessioni».

Ogni anno il Festival muove dalla Bibbia per declinare in una serie di appuntamenti e linguaggi, il tema scelto per l’edizione. «La scelta di quest’anno – spiega Rocelli – è nata dalla necessità di riappropriarci di una capacità anche critica di osservare la realtà, di farla propria, e di ponderare un pensiero personale. Nella vicenda biblica, il Logos è il principio e la fine. Ma logos significa anche attribuire un significato alle parole che usiamo. È quell’esperienza che si fa molto concreta, che diventa “dialogos”, e si contestualizza nel lavoro, nella famiglia, nella comunità. Il logos è capacità di connessione, quindi di inter comunione tra credenze diverse, tradizioni diverse è, alla fine, la capacità di intendersi».

Fuori dal lockdown, il 25 e 26 luglio, il Festival biblico è andato “in villeggiatura” a Pedescala, nella pedemontana vicentina. Un ritorno alla socialità nel segno della montagna e del dibattere attorno alle parole. Un’anteprima molto partecipata di quello che avverrà con lo “special”. «Ancora tanti ospiti daranno risalto alla Sacra Scrittura e alla letteratura – conclude la direttrice -. Vi segnalo sabato 19 settembre, al Museo diocesano di Padova, la tavola rotonda “La parola diventa azione – Parole che fanno bene”, con alcuni degli attori principali della vita sociale cittadina. Le loro attività solidali dimostrano come il logos non sia solo per teologi e biblisti, ma si faccia corpo, azione: il sacro che diventa esperienza. Ancora, la sera del 24 settembre, a Vicenza, nel giardino del Palazzo vescovile, il reading con il paesologo Franco Arminio. Verona si contraddistingue per eventi fisici: camminate durante le quali verrà letta la Parola. A Ceneda di Vittorio Veneto, la sera del 26, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, i giovani filosofi dell’associazione “La Chiave di Sophia” metteranno in scena il “Simposio” di Platone». Il programma completo nel sito: http://www.festivalbiblico.it.

© 2020 Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – giovedì 17 settembre 2020 – pag. A23

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