Fede e comunicazione – Anche religiose e religiosi ridono. Sui social la gioia di essere consacrati

Lo sapete che «Anche i religiosi ridono?». Lo fanno su Facebook, YouTube, Instagram, Tik Tok. Con un breve video, dai 30 secondi al minuto, perché l’attenzione dopo scema. L’iniziativa, partita da Usmi e Cism, associazioni che raccolgono rispettivamente le congregazioni religiose femminili e maschili della diocesi di
Vicenza, «intende mostrare il volto più giovane della vita religiosa, che vuole essere gioioso. Il titolo è stato ispirato dal libro del gesuita James Martin, “Anche Dio ride”. Se anche Dio ride, perché i religiosi non devono ridere? Una persona che riesce a trovare la battuta o il sorriso, ti fa intuire che anche nelle pieghe che qualcuno di noi ha, intravede una luce altra, che dà un colore, un gusto, un calore diverso », dice suor Naike
Monique Borgo, orsolina del Sacro Cuore di Maria. L’idea è di raccontare sui social la gioia che scaturisce dalla propria scelta di vita. «Mi dà gioia la relazione con le persone che mi raccontano la loro spiritualità. Questa per me è la conferma di come il Signore agisce », dice nel suo video padre Carlos Eduardo Reynoso Tostado, missionario saveriano. «Mi dà gioia portare una parola di conforto agli ammalati», afferma fra’ Tiziano Pugliese, dei frati minori del Nord Italia. Ma ci sono anche suor Annika Fabbian (suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori), suor Daniela Gregori (Suore delle Poverelle), il verbita Hiagi Motofaga
(Società del Verbo Divino). Insieme hanno formato una Commissione intercongregazionale. «Abbiamo cominciato a dialogare fra di noi lo scorso maggio. Facciamo parte di sei congregazioni diverse, siamo anche di provenienze diverse, e ognuno di noi porta nel gruppo, oltre che sé stesso, anche il carisma della propria congregazione – aggiunge fra’ Tiziano –. Da quest’armonia, che è testimonianza del dono dello Spirito Santo, è scaturito questo progetto condiviso, destinato a quanti hanno meno di dieci anni di professione religiosa,
ovvero con un’età anagrafica fino ai 45-50 anni». Oltre ai video, la proposta prevede anche l’invio di domande alle diverse comunità della diocesi, sempre sul tema della gioia della vocazione. Le risposte saranno inviate a suor Alessandra Smerilli, docente all’Università Pontificia Auxilium. Il 13 febbraio 2021 – mese che la Chiesa dedica alla vita consacrata -, nell’ambito di un convegno online, a partire da questi spunti, suor Smerilli offrirà una lettura della situazione pastorale- spirituale. Particolarmente soddisfatto dell’iniziativa è monsignor Beppino Bonato, delegato vescovile per la vita consacrata. «In diocesi ci sono 1.200 religiosi, l’età media è sui 70 anni, solo una cinquantina sono più giovani. La maggior parte delle attività sono celebrazioni
auliche, sempre rivolte al passato: anniversari, momenti di saluto perché chiude una comunità…, ma il futuro? Ci siamo chiesti: che germogli ci sono nelle nostre comunità? Anche se pochi, dobbiamo lasciare spazio ai nostri giovani, metterli al centro. Loro si sono organizzati, e hanno deciso di postare sui social il Vangelo della gioia.

© 2021 Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – sabato 16 gennaio 2021 – pag. A16

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