Le donne, capaci di sconvolgere Gesù

Donatella Mottin

«È un rapporto privilegiato quello di Gesù con le donne. Questi incontri hanno sempre segnato una svolta nella vita delle donne, ma anche di Gesù». Per Donatella Mottin, direttrice del Centro Documentazione e Studi dell’associazione “Presenza Donna“ di Vicenza, è questo il più bel messaggio dei Vangeli. «Se la Chiesa, intesa come gerarchia, arrivasse ad affermare con convinzione che Gesù ha visto la sua vita sconvolta dall’incontro con le donne, chissà, forse comincerebbe un nuovo corso». Ma la Chiesa da questo è ancora lontana, quasi ferma a quel primo secolo dopo Cristo, quando la presenza delle donne al seguito di Gesù fu cancellata, nell’ambito di quella che viene definita la lettura patriarcale dei testi. È costata tanta fatica alle studiose, alle teologhe, far emergere questo seguito femminile che, attraverso il dialogo, l’argomentazione, come fa la cananea, aiuta Gesù a cambiare. Ma è una storia affascinante, che doveva essere portata alla luce. Donatella lo fa usando le chiavi di lettura della “teologia del sospetto”, ovvero «quella che dice non dicendo, che omette in un versetto, ma poi la verità deborda da un altro».

GLI STUDI TEOLOGICI

La vocazione di Donatella Mottin per gli studi teologici viene da lontano. Nata a Campedello, periferia di Vicenza, nel 1957, è prima animatrice di gruppi, poi moderatrice del Consiglio pastorale diocesano. «Ho avuto la fortuna di avere come parroci preti illuminati, come don Adriano Tessarollo, oggi vescovo di Chioggia, e un giovane diacono Pietro Parolin, oggi segretario di Stato Vaticano. Lavoravo allora come ragioniera con la netta convinzione che non era la mia strada. Cominciai a studiare in Seminario quella che allora si chiamava teologia per laici, con l’obiettivo di insegnare religione, cosa che ho continuato a fare fino alla pensione. Nel frattempo, ho sposato Giovanni, abbiamo tre figli grandi e due nipoti. Poi, negli anni, ho continuato a studiare ed aggiornarmi, fino a conseguire, nel 2020, la Laurea Magistrale in Scienze religiose».

L’INCONTRO CON LE ORSOLINE

Donatella si avvicina alla teologia negli anni ’70, quando le donne cominciavano a prendere coscienza di sé. Lei respira quest’aria di cambiamento, si unisce ad un movimento che si interrogava sul rapporto donne e politica, ma cerca qualcosa di più significativo. «Quello che mi stava stretto degli studi teologici, era la non rilevanza del femminile, che io avvertivo chiara, ma non emergeva mai. Ho incontrato allora le suore Orsoline, che sulla teologia delle donne erano già impegnate; con loro, ho avuto la possibilità di far affiorare la presenza delle donne nelle Scritture, restituendo loro quel valore e quella dignità che per secoli erano stati loro negati».

Nel Capitolo Generale del 1980, la Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria deliberò di dar vita in Vicenza ad uno specifico organismo che affrontasse la questione femminile; nacque prima il Centro documentazione e studi, grazie alla donazione del fondo archivistico di Elisa Salerno (una femminista cristiana vicentina dei primi del ‘900, che ha vissuto “per la causa santa della donna”), e poi, nel 1996, l’associazione Presenza Donna, di cui è presidente suor Federica Cacciavillani, e che ha compiuto 25 anni il 3 febbraio. Un progetto che vede camminare insieme laici e religiosi, uomini e donne, per la promozione della donna in ambito ecclesiale e civile. «Perché il cambiamento lo puoi mettere in moto come donne, ma ha delle radici più profonde se lo si fa insieme al maschile».

DONNE CHE RACCONTANO GESU’

Oggi quest’impegno che Donatella ha preso con le donne dei Vangeli, è diventato il libro “Voci di donne – Maria, Elisabetta e le altre raccontano Gesù” (Maria Pacini Fazi Editore), ma è diventato soprattutto una ricerca di felicità. «La felicità è nell’annuncio di Gesù, che ti fa amare la vita sempre, che ti fa essere grata di quello che hai, perché ti fidi che ci sia un senso anche nei momenti di difficoltà, e che ti permette di affrontare le cose che non capisci, fidandoti e affidandoti».

Se ci si deve affidare, meglio farlo con la preghiera. «I miei momenti di preghiera hanno a che fare con parole, immagini, frasi del testo biblico, che consulto per scrivere un libro, svolgere un seminario. Sono semplici riferimenti, nei quali mi imbatto, che mi fanno compagnia per un po’, e poi restano lì. Il concetto del tempo, del silenzio di Dio, del cercare ma non trovare, del chiedere ma non ottenere. Non è la preghiera canonica, ma se la preghiera è presentata da sempre come la possibilità di dialogare con Dio, allora anche la mia modalità lo è».

Papa Luciani disse che Dio è anche madre. Un bel passo avanti per la teologia femminile. «Oggi ogni tanto anche la Chiesa istituzione gerarchica sfodera il Dio madre, ma con poca convinzione. Quando lo disse papa Luciani, fu uno scandalo. Eppure nell’Antico Testamento il termine padre riferito a Dio appare solo due o tre volte, poi ci sono tante altre immagini. Anche Gesù, nei Vangeli, di Dio dice padre, ma dice anche tante altre cose. Non si tratta di sostituire Dio padre con Dio madre, perché saremmo sempre di fronte ad una parzialità. Perché noi non abbiamo la capacità di definire Dio. Lui è comunque oltre».

 

Suor Federica Cacciavillani e Donatella Mottin

PRESENZA DONNA

Fondata nel 1996 a Vicenza dalla Congregazione delle Suore Orsoline del Sacro Cuore, l’associazione culturale “Presenza Donna” ha compiuto 25 anni il 3 febbraio. Ne fanno parte una cinquantina di soci: laici, religiosi, uomini e donne, un prete da sempre avanguardista, don Dario Vivian, e anche qualche coppia con figli piccoli che si interroga sulla suddivisione dei compiti in famiglia. «Punto di partenza – spiega la presidente suor Federica Cacciavillani – è credere che la cultura sia una dimensione fondamentale per la vita e per la fede. Dal modo di pensare, che si amalgama e si intreccia con l’esistenza, dipendono le scelte di ciascuno/a».

Ma che cosa resta da fare oggi nell’ambito della questione femminile? «Sul tema della presenza della donna, l’obiettivo è stato raggiunto, ma forse soltanto a livello iconico, e questo è il vero problema. Si creano le commissioni pari opportunità, le quote rose, ma le donne, soprattutto in ambito ecclesiale, diventano delle icone. Manca una presenza effettiva, che poi sia anche fattiva».

© 2021 Testo di Romina Gobbo – Foto di Beatrice Mancini
pubblicato su Credere – n.7 – domenica 14 febbraio 2021 – pagg. 22, 23, 24, 25

  1. Stefano Preto

    Ancora una volta noi maschi siamo a seguito… E pensavamo di essere quelli che decidono e fanno. Ho paura che siamo passati di moda. Comunque, cara Romina, un altro articolo di qualità e, soprattutto, piacevole da leggere. Te l’ha detto nessuno che sei brava?

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