«Così la mafia si è insediata al Nord – A Verona la “pace” tra le ‘ndrine»

Una vera e propria guerra alla mafia del Nord Est a colpi di interdittive. Per impedire che il territorio veneto venga “contaminato” da chi si muove nell’illegalità. È quanto sta accadendo a Verona, dove pochi giorni fa è arrivato un nuovo stop da parte del prefetto, Donato Giovanni Cafagna, che intervistiamo in questa pagina. Cos’è un’interdittiva? È l’atto amministrativo, introdotto dal codice antimafia del 2011, che vieta ad alcune imprese di poter ottenere appalti e finanziamenti dalla Pubblica amministrazione. L’obiettivo è tenere indenne lo Stato e le sue articolazioni da rapporti con soggetti collegati direttamente o indirettamente con la criminalità organizzata. Dal 25 agosto 2011 al 2 febbraio 2021, le interdittive emesse dalla Prefettura scaligera sono state 33, così distribuite: 7 (di cui una poi revocata) nel biennio 2011-2012; 17 nel quadriennio 2015-2018; 9 nel periodo 2 maggio 2019-2 febbraio 2021. Secondo la Direzione Investigativa Antimafia (relazione inviata al Parlamento a luglio 2020), in Veneto, in particolare, «la rete infrastrutturale può cadere nelle mire delle organizzazioni criminali, attraverso l’infiltrazione negli appalti».

Silente, camaleontica, erogatrice di servizi, una rete di professionisti ai quali attingere, un basso profilo. È l’identikit della mafia veronese, emblema dell’insediamento sempre più pervasivo delle cosche al Nord. «Perché le mafie – spiega il prefetto di Verona, Donato Giovanni Cafagna – hanno la caratteristica di avere capacità di adattamento e di sfruttamento delle potenzialità ai fini criminogeni dell’area nella quale si trovano ad operare. E il territorio veronese – un tessuto produttivo molto importante, una provincia che si trova nei primi dieci posti per valore di export, e con una grande capacità di attrattiva di capitali e di finanziamenti -, sicuramente fa gola a chi vuole fare affari illeciti».

Dottor Cafagna lei ha ricoperto incarichi da sud a nord del Paese. Quali sono le caratteristiche della mafia veronese?

«Innanzitutto, la mimetizzazione. Qui la criminalità organizzata tende a non dare nell’occhio con reati quali incendi dolosi, estorsioni, omicidi. Ancora, il camaleontismo societario, cioè una continua costituzione di società diverse, per rendersi difficilmente attaccabile. E ha a disposizione una rete di professionisti capaci e spregiudicati pronti a fare da prestanome. Li ritroviamo spesso a capo delle cosiddette società “cartiere”, che esistono soltanto allo scopo di frodare lo Stato. Da questo punto di vista, sono importanti non solo le misure di prevenzione patrimoniale, ma anche quelle personali, e un’attenzione particolare degli Ordini professionali sui propri iscritti, con le cancellazioni dagli Albi di quanti si scoprisse essersi resi disponibili per questo tipo di operazioni».

Di cosa si occupano le società legate alla criminalità organizzata?

«Si propongono come players economici, al pari di altri imprenditori. Offrono forniture, servizi – nell’edilizia, impiantistica, movimento terra, autotrasporto, turismo… -, in genere a costi molto concorrenziali, potendo contare su risorse illegali. Inoltre, questi soggetti operano in modo borderline, ai margini dell’economia, sfruttando tutti gli strumenti tipici della criminalità economico-finanziaria, come le false fatturazioni, l’evasione, l’elusione fiscale, a volte anche l’irregolare collocamento della forza lavoro, l’approvvigionamento di merci attraverso canali opachi, come il contrabbando internazionale. Un’altra “occupazione” è il traffico e lo smaltimento illegale dei rifiuti».

Non solo succhiano risorse, ma queste infiltrazioni hanno delle conseguenze anche più profonde.

«Certo. Non è una presenza neutra, perché altera gli equilibri, disegna germi di illegalità in un tessuto produttivo solido come quello veronese e, più in generale, quello veneto, e così lo indebolisce. Ed erode quei principi di correttezza e lealtà negli affari che rendono forte un sistema economico, incrinando il clima di fiducia tra gli operatori. Quindi è una forma di parassitismo dell’economia».

Quali organizzazioni criminali operano sul territorio veronese?

«Nel 70% dei casi si tratta di soggetti affiliati alla ‘ndrangheta calabrese. Nelle recenti ordinanze “Taurus” e “Isola Scaligera” gli inquirenti affermano che la presenza sul territorio veronese di alcune famiglie affiliate alle cosche mafiose è almeno trentennale. Ma qui cosche che in Calabria sono avversarie, trovano una sorta di pax finalizzata a mantenere una situazione di relativa tranquillità per poter sviluppare i loro obiettivi economico-finanziari».

Perché l’attività di prevenzione è importante?

«Perché i tempi dell’attività giudiziaria sono piuttosto lunghi, invece con le misure preventive è possibile procedere in maniera più celere. Oggi l’attenzione dev’essere ancora maggiore perché, indebolendo alcuni operatori economici, la pandemia ha ampliato la possibilità per la mafia di acquistare attività a basso prezzo. Inoltre, c’è la disponibilità di grandi risorse che possono essere destinate sul territorio per grandi opere pubbliche, e quindi serve un monitoraggio costante e uno scambio informativo serrato tra le varie forze di polizia. Il Gruppo Interforze Antimafia, che consente di mettere a fattor comune le informazioni di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, e anche della Dia, consentono di attaccare su più fronti questi soggetti».

TRA DENARO SPORCO E OCCUPAZIONE DEL TERRITORIO

  • 845 le operazioni condotte contro il riciclaggio di denaro nella provincia di Verona nel primo semestre 2020
  • 33 le interdittive emesse dalla Prefettura di Verona nell’ultimo decennio contro le imprese
  • 70% la quota di soggetti criminali operanti nel territorio veronese che appartiene alla ‘ndrangheta calabrese

© 2021 Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – Primo Piano – sabato 20 febbraio 2021 – pag. A13

  1. Stefano Preto

    Che grande articolo! Il primo di una lunga serie, immagino, su questo argomento. Pochi ne parlano, molti conoscono questa realtà. Complimenti Romina, continua così

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