Il buon samaritano chiamato Caronte

Lo chiamano il “Caronte della Romea”. Traghetta con la sua barca i pellegrini che dal Veneto si dirigono in Emilia Romagna. Questa brevissima navigazione sul fiume Po – solo pochi minuti – si rivela un’esperienza emozionante.

Questo attraversamento è frutto di un fortunato incontro tra Stefano Marca soprannominato Sandokan, che è anche il nome della sua associazione di promozione sociale, e la Fondazione Homo Viator-San Teobaldo di Vicenza, il cui presidente, don Raimondo Sinibaldi, nel 2013 ha inteso valorizzare la via di pellegrinaggio Romea Strata, che dal Mar Baltico arriva a Roma, e il cui percorso nel territorio a cavallo tra Veneto ed Emilia Romagna si snoda proprio nell’area fluviale del Po.

Giunti da Ficarolo (nel Rodigino), cittadina caratterizzata dall’alto campanile pendente e dalla vicinanza con l’affascinante isola fluviale di Tontola, i pellegrini salgono sull’imbarcazione di Sandokan il nocchiere, e scendono a Stellata, frazione di Bondeno, ove prima di riprendere il cammino, possono deliziarsi con l’antico borgo medievale e la suggestiva Rocca Possente, la si ritiene edificata attorno all’XI secolo allo scopo di controllare il traffico navale e mercantile, ma nei secoli ha subito diverse distruzioni e riedificazioni.

Imbarcazione di Sandokan per attraversamento del fiume Po (credits Luisa Dal Prà Fondazione Homo Viator-San Teobaldo)

Da Stellata, lungo l’argine del Panaro si giunge all’antichissima abbazia di Nonantola (Modena), fondata dall’abate Anselmo (723-803) che proveniva da Cividale del Friuli. Il monastero diventò un centro propulsore del territorio dal punto di vista economico, un punto di riferimento culturale e anche uno snodo nevralgico proprio perché distava pochi chilometri da Modena, chiamata Mutina in epoca romana, e situata sulla via Emilia, all’epoca arteria stradale di primaria importanza. Da qui si svilupparono altre presenze monastiche lungo la Romea Strana fino ad arrivare al passo della Croce Arcana (1669 metri di altitudine), che segna il confine tra Emilia Romagna e Toscana.

Ma torniamo al nostro Sandokan. Su quell’imbarcazione il tempo sembra fermarsi. Chi solca quel breve tratto dove le acque uniscono Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, non può non ritornare con il pensiero ai predecessori medievali: quei pellegrini che nei primi secoli dell’anno Mille partivano alla volta dei Luoghi Santi e percorrevano quello stesso percorso che oggi, come allora, si chiama Romea Strata. Era per loro un itinerario reale e faticoso e, proprio per questo, era un itinerario dello spirito, con la volontà di ritrovare sé stessi, sfidando le insidie che un progetto di tale portata racchiudeva in sé, compresa la possibilità di non tornare. Chissà come avveniva allora il passaggio del fiume! Chi era allora Caronte?

Oggi questo nome ritorna d’attualità alla luce del fatto che il 2021 coincide con il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri. La Fondazione Homo Viator, con l’aiuto della professoressa Chiara Magaraggia, della Società Dante Alighieri di Vicenza, ha effettuato uno studio sulla Divina Commedia, evidenziando aneddoti, luoghi e personaggi collocabili geograficamente sul percorso della Romea Strata o, comunque, in prossimità. Il Po è più volte nominato dal Sommo Poeta, e poi la città di Modena.

“Di quel che fè col baiulo seguente, Bruto con Cassio ne l’inferno latra, e Modena e Perugia fu dolente” (Inf. VI , vv.72-75)

(Di quello che fece con il successivo reggitore – Ottaviano Augusto – Bruto con Cassio si lamentano nell’Inferno, e Modena e Perugia se ne lamentarono)

Spiega la professoressa Magaraggia: «Chi parla è l’Aquila, simbolo dell’Impero, che ripercorre la lunga storia della massima istituzione politica e accenna alla sconfitta che Marco Antonio subì a Modena ad opera di Ottaviano».

Ma se il Caronte di Dante traghetta solo le anime dannate, Sandokan ha un compito ben diverso, ovvero quello del buon samaritano perché, durante quel breve attraversamento, i camminatori possono togliersi gli scarponi, riprendere fiato e godere del meraviglioso paesaggio naturale e della fauna acquatica che la popola: cormorani, picchi, aironi, gabbiani, svassi e molto altro. L’alternativa è percorrere il ponte della vicina Strada Provinciale 86, una soluzione decisamente più prosaica. Stefano Marca è nocchiere che opera gratuitamente perché il suo obiettivo è valorizzare il territorio polesano, attraverso l’opera di promozione di un turismo lento e sostenibile, nella consapevolezza che il Grande Fiume Po e le aree golenali costituiscono un bene comune di rilevanza sociale e ambientale, e un patrimonio da conservare per le future generazioni.

© 2021 Romina Gobbo, responsabile Comunicazione Fondazione Homo Viator

comunicazione@romeastrata.it

pubblicato su: https://monasteriemiliaromagna.it/it/blog/er/32-il-buon-samaritano-chiamato-caronte

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