Schio (VI). L’ultimo saluto a Nadia De Munari, l’angelo di Nuevo Chimbote uccisa in Perù

I funerali di Nadia De Munari

«Accendiamo la candela». Era questo il segnale. I bambini sapevano che era il momento di parlare con Dio. L’ha raccontato monsignor Giorgio Barbetta, vescovo ausiliare della diocesi di Huari, in Perù, lunedì pomeriggio nell’omelia al funerale di Nadia De Munari, la missionaria laica dell’Operazione Mato Grosso, uccisa a Nuevo Chimbote in Perù il 24 aprile scorso.

I funerali di Nadia De Munari
I funerali di Nadia De Munari

Barbetta, che ha concelebrato con il vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, era visibilmente emozionato mentre raccontava gli ultimi istanti di Nadia, alla quale – ha detto – è «accaduto qualcosa di più grande di lei, più grande di noi. Nel male e nel bene. Nel male per la violenza grande che ha subito, colpita più volte alla testa nella sua camera da letto. Il parroco di Chimbote, padre Armando Zappa, celebra la Messa, ma Nadia non arriva. Le sue colleghe si allarmano. La trovano esamine. Padre Armando corre. Poi via verso l’ospedale, l’intervento d’urgenza. I parametri vitali che sembravano stabilizzarsi. Dai che ce la fa. E invece non ce l’ha fatta. Il 24 aprile alle 3 del mattino Nadia ci ha lasciati. Ma c’è anche un bene. Il suo sangue, la sua vita sono diventati seme, così lei ha messo e metterà radici nel cuore di tanti ragazzi. A Chimbote nessuno potrà più dimenticarla».

I funerali di Nadia De Munari

Di sicuro non la dimenticheranno quei 400 bambini per i quali da cinque anni lei rappresentava «un angelo in questo inferno», come monsignor Barbetta ha definito Nuovo Chimbote, dove 80mila persone vivono in baracche fatte di stuoia, senza luce, acqua, fognature.

Al palazzetto dello Sport “Livio Romare” di Schio, Vicenza (dove Nadia era nata il 28 luglio 1970), per l’ultimo saluto ci sono la mamma Teresina, il papà Remigio, le sorelle Vania e Sonia, con mariti e figli, gli amici di infanzia, i volontari dell’Operazione Mato Grosso, tra cui Massimo Casa e la moglie dai quali Nadia si fermava spesso quando rientrava a casa, poi Federico, Greta, Laura, Michele, ma anche tanti amici e sacerdoti venuti dal Perù, autorità civili, tra cui il sindaco Valter Orsi, e religiose, il vescovo verbita Francesco Sarego e il religioso Gaetano Galbusera. Cinquecento persone all’interno del palazzetto e tanti all’esterno, arrivati presto e rimasti in attesa della cerimonia pregando e cantando.

I funerali di Nadia De Munari


Una Messa semplice, un insieme di testimonianze, i canti gioiosi accompagnati dallo sventolio delle bandierine con la scritta “Solo Dios”, perché Nadia era così, solare. L’ha spiegato Rosanna Stefani, l’amica di sempre, con cui Nadia aveva mosso i primi passi nel mondo del volontariato: «Non mi piace ricordare solo la tristezza, vorrei emergesse il lato più bello e originale della sua vita». Impegnata nella sua parrocchia, Giavenale, fin da ragazzina, Nadia aveva maturato ben presto l’idea di andare in missione.

«Io ero più restia, ma poi siamo partite – continua Rosanna –. L’impatto con la povertà ha trasformato subito il cuore di Nadia, si è fatto breccia immediatamente in lei il desiderio di cambiare un mondo in cui non si può restare indifferenti alla povertà, alla miseria, all’ignoranza… “Perché io ho tutto e loro no?” si chiedeva spesso». Così, nel 1995, è cominciata la bellissima avventura in Perù con l’Operazione Mato Grosso (Movimento a favore dei poveri del Sud America fondato dal salesiano padre Ugo De Censi), durata ventisei anni. Alla fine della cerimonia il vescovo Pizziol, con gli occhi lucidi, ha benedetto il feretro. Al grido “Nadia, Nadia”, il feretro è stato portato fuori, così che anche la folla riunita all’esterno potesse dare l’ultimo saluto a Nadia. Sarà sepolta nel cimitero di Schio, all’ingresso, nel settore dei bambini.

© 2021 Testo di Romina Gobbo - Foto di Fabio Zoratti

pubblicato su Avvenire – martedì 4 maggio 2021 - anche su avvenire.it

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/funerali-a-schio-nadia-de-munari-mato-grosso-peru


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