Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord Onlus: «Clima, si fa poco o nulla per invertire la rotta»

«In questo periodo stiamo vivendo due eventi estremi: temperature altissime nel Nord America e ondate di pioggia in Europa. Sono eventi connessi a una situazione climatica generale che sta evolvendo in questa direzione. C’è da aggiungere che accadono su un territorio sempre più vulnerabile a causa dell’azione dell’uomo: dalla cementificazione incontrollata all’irreggimentazione sbagliata dei corsi dei fiumi. La miscela delle due cose porta a catastrofi». Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord Onlus, non è sorpreso dai fenomeni atmosferici di questi giorni. Alluvioni in Europa, in particolare in Germania, incendi in America, l’esondazione del fiume Giallo, in Cina, trombe d’aria nel Mediterraneo. «Non è che sono eventi mai accaduti – riprende Masullo -, il fatto à che stanno accadendo con sempre maggiore frequenza».

Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord Onlus

Come ci si difende?

«L’unico modo per poter convivere con questo clima alterato è cercare di bloccare l’entità dell’alterazione e rendere il territorio meno vulnerabile, cosa che non si sta facendo. La quantità di anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto il valore medio di oltre 400 parti per milione (ppm), cioè pari a quella di 800mila anni fa, quando l’Homo erectus scappava dall’Africa e cercava rifugio in Asia ed Europa. Tra l’altro, sembra di rivedere lo stesso film. Quanta gente scappa da territori ormai invivibili!»

Siamo ancora in tempo per invertire la rotta?

«L’uomo non può ridurre le concentrazioni atmosferiche, cioè noi non possiamo sottrarre anidride carbonica all’atmosfera, possiamo solo evitare di immetterne altra. Se non lo facciamo subito e la temperatura aumenterà di 4-5 gradi, vuol dire che i 46 gradi di questi giorni in Nord America diventeranno la normalità in una larga fascia del pianeta, a quel punto sarà impossibile mettere in sicurezza le popolazioni. Dobbiamo azzerare le immissioni e aumentare la resistenza dei beni a questi fenomeni, investendo sulla cura del territorio, sulla rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, sulle infrastrutture in grado di contenere i danni. Investire per evitare i danni è già un enorme beneficio a livello economico, l’utile è già nel danno evitato. Invece, non c’è minimamente coscienza dell’enormità del problema, cioè che stiamo mettendo a rischio la storia della civiltà umana».

© 2021 Romina Gobbo 

pubblicato su Famiglia Cristiana - domenica 1 agosto 2021 - pag. 28 - n. 31 - Anno XCI

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