San Servolo, la prima isola “green” – Il progetto di Venice Light(Y)ear con una campagna di equity crowfunding

Una pavimentazione con pannelli fotovoltaici contribuirà a fornire energia

I pannelli fotovoltaici fanno bene all’ambiente e, in questo caso, fanno anche bene alle tante persone che, per averli, si sono prodigate.

«Un progresso sostenibile non deve mettere semplicemente assieme uomini e donne, ma menti e cuori accesi perché, solo unendo le forze, possiamo andare lontano». Racconta così, Massimiliano Braghin, presidente e amministratore delegato di InfinityHUB SpA, holding specializzata in energia pulita, la filosofia che ha sotteso alla campagna di Equity Crowfunding lanciata per finanziare il progetto di riqualificazione energetica ed efficientamento elettrico e ambientale dell’isola di San Servolo, un gioiello proprio di fronte ad un altro gioiello, piazza San Marco, a Venezia. Oltre quaranta fra artigiani, studenti, cittadini, piccoli imprenditori, hanno partecipato ad una raccolta che prevedeva un impegno minimo di 200 euro. Gli oltre 100mila euro raggiunti, ovvero il doppio del target minimo richiesto, permetteranno alla Società Venice Light(Y)ear, appositamente costituitasi fra InfinityHUB e la scaligera Global Power Service (E.S.C.o.), di raggiungere gli obiettivi previsti dal bando stilato dalla Società San Servolo d’intesa con la Città Metropolitana di Venezia.

In piedi sul fotovoltaico. Massimiliano Braghin, al centro, con due suoi collaboratori

Nell’isola di San Servolo sarà realizzata una pavimentazione con pannelli fotovoltaici, la prima in Italia. L’impianto produrrà ogni anno 400mila kilowattora (hWh) di energia elettrica, al 100% green, con una potenza di 146 kWp (kilowatt picco). «L’isola di San Servolo non è autonoma dal punto di vista energetico – spiega l’architetto Enrico Zoccatelli, presidente di Global Power Service -, e le sue caratteristiche sono perfette per un progetto di questo genere, rispetto al quale serve un luogo delimitato e con un consumo semi-costante. L’idea, quindi, è di supportare la carenza di energia con energie rinnovabili. L’Amministrazione veneziana vuole portare la città più bella del mondo ad essere sede della sostenibilità ambientale. Abbiamo avuto grande collaborazione dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, per trovare le soluzioni architettoniche più adatte e meno impattanti. Infatti, i pannelli fotovoltaici non sono visibili da nessun lato della laguna. E non poteva che essere così per un luogo dove tutto dev’essere integrato nella bellezza della natura ed architettonica».

I pannelli, oltre che sulla pavimentazione (lunga circa 70 metri) che, grazie al vetro temperato ad alta resistenza, sarà perfettamente calpestabile, saranno distribuiti anche su sei pergole di 2 metri e mezzo, quasi duemila punti luce, con un risparmio del 60% della spesa energetica. Inoltre, sarà installata la prima bricola pubblica per la ricarica delle barche elettriche. «Per realizzare tutto questo, ci sono voluti quattro anni di ricerca e sviluppo – riprende Braghin -. Stiamo parlando di fotovoltaico installato a terra, pressofuso, con lastre di cristallo rese anti scivolo sulla parte superiore, che permette di camminarvi sopra e di transitare con la bicicletta. Così San Servolo diventa capitale della tecnologia 4.0, un vanto per un’isola che ha pochi residenti, ma che è sede di dodici accademie internazionali, quindi con grande movimento di persone in occasione di mostre, congressi, simposi di architettura».

I lavori sono iniziati da qualche giorno; l’inaugurazione è prevista prima di Natale.

© 2021 Romina Gobbo 

pubblicato su Avvenire - Economia - venerdì 20 agosto 2021 - Pag. 16

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