Quasi due anni di mascherina

Nel marzo 2020 scoppiò la pandemia di Covid-19. Da più parti si sollecitava ad indossare la mascherina, al tempo unico modo per evitare il contagio oltre, naturalmente, al mantenimento della distanza. Il problema era che le mascherine non si trovavano. Le aziende italiane non le producevano più. Ne trovai una in situazione di emergenza a 24 euro. Tuttavia, essendo chiusi in casa, ne servivano meno. A mali estremi… In giro c’era di tutto, anche gente che indossava le maschere da sub. Chi sapeva cucire, cominciò a produrne artigianalmente. Erano quelle in tessuto. Ci siamo sbizzarriti con colori e materiali diversi, dal cotone al sintetico. Cominciare ad indossarle quotidianamente non fu facile, non eravamo abituati, qualcuno si vergognava. Ben presto, però, abbiamo capito che le maschere in tessuto non servivano a nulla, poiché lasciano passare le particelle virali. Nel frattempo, le aziende si stavano organizzando; cominciarono ad arrivare le chirurgiche e poi le ffp2. Si aprì il dibattito sul suo smaltimento. Di pari passo, indossare la mascherina divenne qualcosa di sempre più naturale. Ce l’avevano tutti, e ovunque. Unico problema riconoscere il tuo vicino di casa. L’inverno, da questo punto di vista, non ha agevolato. Cappello, occhiali e mascherina. Con buona pace del Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza, che vieta di andare in giro con il volto coperto. Però, causa di forza maggiore. Poi si sono susseguiti i vari decreti: mascherina sì, mascherina no, mascherina sempre, oppure solo al chiuso, ma anche all’aperto là dove ci sono assembramenti, mascherina al banco del bar, ma non al tavolo, in corridoio, ma non in ufficio, al supermercato, etc. etc. etc. E in questa fase siamo ancora. Oggi però la mascherina è diventata un’abitudine. Se fa freddo, protegge la gola, se fa caldo ci fa soffocare. In strada resta al gomito o al collo, nei locali sale a coprire la bocca. C’è chi si bacia con la mascherina, e chi se ne libera buttandola per terra.

© 2021 Romina Gobbo 

pubblicato su Linkedin e Facebook - mercoledì 17 novembre 2021

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