Il “grazie” di Pizziol a Vicenza

«Dio onnipotente mi ha chiamato senza alcun merito». È all’insegna dell’umiltà, sulle orme del beato Albino Luciani che, allora patriarca di Venezia, lo ordinò sacerdote, il congedo del vescovo Beniamino Pizziol dalla diocesi di Vicenza, per raggiunti limiti di età (ha compiuto 75 anni lo scorso 15 giugno, ndr). Ieri mattina, la Messa solenne in Cattedrale – coincidente anche con il 50° anniversario della sua ordinazione presbiterale (3 dicembre 1972) – è stata un dialogo fra il pastore in uscita e il suo gregge. Ringraziamenti e saluti da entrambe le parti e la promessa a non lasciare solo il successore, monsignor Giuliano Brugnotto, che riceverà l’ordinazione episcopale e farà il suo ingresso l’11 dicembre prossimo, e a cui «lascio volentieri il testimone», ha detto Pizziol. Che continuerà a vegliare i fedeli che ha abbracciato quasi dodici anni fa (era il giugno 2011), da Villa Vescova, sulle colline di Brendola, la città natale di santa Bertilla Boscardin, alla quale è molto devoto.

La celebrazione è iniziata con i messaggi del segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin (originario di questa diocesi), che ha affidato Pizziol alla Madonna di Monte Berico, e del patriarca di Venezia (città in cui il vescovo Pizziol è nato nel 1947 e di cui è stato vescovo ausiliare dal 2008 al 2011), Francesco Moraglia, nel suo ruolo anche di presidente della Conferenza episcopale del Triveneto.
Nel primo sabato di Avvento, l’omelia del vescovo Pizziol è stata totalmente incentrata sulla gratuità. Quella di Gesù, che si è donato totalmente, quella degli apostoli, ma anche quella della comunità vicentina, fatta di tanti «compagni di viaggio, con cui abbiamo camminato assieme. Nel mio ministero ho sperimentato questa sovrabbondanza di gratuità», ha affermato, riferendosi ai tanti volontari incontrati, di tante associazioni, dalla Protezione civile agli alpini. Ha, poi, ricordato il momento della
sua vita cruciale per la sua vocazione di prete. «Mi trovavo nel campo di pallacanestro della parrocchia di San Lorenzo Giustiniani a Mestre, dove sono stato poi ordinato e dove ho svolto il ministero di “cappellano” per nove anni. Sentii un gruppo di giovani che litigavano. Ne ho percepito lo sbandamento. Pecore senza pastore. Ho sentito accendersi in me il desiderio di essere prete anche per loro. Era l’ottobre 1972. Ho detto all’allora patriarca Albino Luciani che ero disponibile. Avevo 25 anni. Da
allora ho cercato di vivere con tutte le mie forze l’amicizia con Gesù, che è il centro di tutto».

La diocesi di Vicenza ha donato al pastore la collana completa dei Lezionari liturgici e dell’Evangeliario che contengono i passi della Scrittura che vengono proclamati nei diversi tempi liturgici. Giovedì 8 dicembre, su invito del patriarca Francesco Moraglia, il vescovo Pizziol, presiederà la Messa solenne nella Basilica di San Marco a Venezia. L’11 dicembre il vescovo Pizziol sarà presente alla consacrazione episcopale del suo successore, Giuliano Brugnotto, al quale consegnerà il pastorale. L’ordinazione sarà presieduta dal cardinale Parolin.

© 2023 Testo e foto di Romina Gobbo 

pubblicato su Avvenire - domenica 4 dicembre 2022 - pag. 14
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