«Con il Festival Biblico di quest’anno ci proponiamo di interrogare una delle tensioni più profonde del nostro tempo: il rapporto tra potere e limite in una società che percepisce il limite come un ostacolo da superare e che tende sempre più a interpretare il potere come uso unilaterale della forza», spiega monsignor Roberto Tommasi, co-presidente del Festival con don Ampelio Crema, rispettivamente in rappresentanza della Diocesi di Vicenza e della Società San Paolo, ideatori della manifestazione nel 2004. Si intitola proprio “Il potere del limite” la 22esima edizione di un evento nato con l’obiettivo di portare la Bibbia fuori dagli ambienti ecclesiali, in programma in dieci città italiane dal 9 aprile al 1° giugno 2026. Ad aprire sarà Genova il 9 aprile con l’inaugurazione della mostra “Chiamati due volte. I martiri di Algeria”, ospitata nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato. Il progetto itinerante, dedicato al martirio di religiosi e religiose durante il Decennio Nero del Paese nordafricano, è un’idea di Libreria Editrice Vaticana e Fondazione Oasis. La mostra è stata presentata anche a Papa Leone XIV che, dei sette monaci trappisti di Tibhirine trucidati nel 1996, beatificati nel 2018, dice: «In essi risplende la vocazione della Chiesa ad abitare il deserto in profonda comunione con l’intera umanità, superando i muri di diffidenza che contrappongono le religioni e le culture, nell’imitazione integrale del movimento di incarnazione e di donazione del Figlio di Dio. È questa via di presenza e di semplicità, di conoscenza e di “dialogo della vita” la vera strada della missione. Non un’auto-esibizione, nella contrapposizione delle identità, ma il dono di sé fino al martirio di chi adora giorno e notte, nella gioia e fra le tribolazioni, Gesù solo come Signore». L’omaggio del Santo Padre ai martiri si concretizzerà con un viaggio apostolico in Algeria, dal 13 al 15 aprile, nel segno del dialogo islamo-cristiano, segnando la prima visita di un pontefice nel Paese nordafricano. Il Festival a Genova, promosso dall’Arcidiocesi in collaborazione con associazioni ed enti del territorio, proseguirà con un ricco calendario di iniziative.
«Il Festival Biblico si conferma uno spazio di dialogo aperto e interdisciplinare, capace di interrogare il presente a partire dal patrimonio biblico e di offrire chiavi di lettura per comprendere le sfide contemporanee – aggiunge don Ampelio Crema -. Esso invita a rovesciare la prospettiva, riconoscendo nel limite una dimensione costitutiva dell’umano e nel potere possibilità di cura e responsabilità. È proprio nel confronto con ciò che ci delimita – la fragilità, il tempo, l’altro, la realtà – che il potere può trasformarsi da dominio a responsabilità, da controllo a custodia. Il limite, in questa prospettiva, non è negazione ma condizione di possibilità e può essere visto come spazio generativo di senso, relazione e libertà. È nel rapporto tra limite e potere che nascono l’etica, la comunità e una responsabilità condivisa».
Dopo Genova, il Festival proseguirà il suo percorso in altre nove città italiane. Per quanto riguarda Vicenza, il programma si articolerà in: incontri biblici di approfondimento della Scrittura (Giorno e notte); momenti di ascolto e commento della Parola (Meditazioni); confronti tra voci credenti e laiche (Dialoghi); un approfondimento sul ruolo delle religioni nel mondo (Geografia delle fedi); un nuovo format pensato per i più giovani (Scintille); un mini Festival dedicato alle famiglie (Piccolino).
Dal 27 al 29 aprile farà tappa in Piemonte, ad Alba (CN), dal 27 aprile al 10 maggio a Rovigo e provincia, mentre dal 7 al 10 maggio coinvolgerà Catania e Conegliano Veneto; dall’8 al 10 maggio, Verona. Dal 14 al 17 maggio il Festival si sposterà a Padova e provincia, per poi arrivare a Vicenza e provincia dal 14 al 24 maggio, a Treviso dal 21 al 24 maggio, fino alla conclusione a Chioggia (VE), dal 28 maggio al 1° giugno.
© 2026 Romina Gobbo
pubblicato su Avvenire – giovedì 9 aprile 2026 – pag. 21


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