Alla Festa del Teatro di San Miniato (Pisa), Alessandro Preziosi è il Poverello d’Assisi
«La pace di Francesco è la pace del Risorto. Non certo quella dell’Onu, che significa tregue, trattative, questioni geopolitiche». Con queste parole l’autore Davide Rondoni riassume il senso dello spettacolo teatrale “La ferita, la letizia”, evento clou dell’ottantesima Festa del teatro, organizzata dalla Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato (Pisa), quest’anno dedicata all’ottavo centenario dell’ascesa al cielo del Poverello d’Assisi. Sul palco in Piazza del Duomo, le sere dal 28 al 30 luglio, c’è l’attore Alessandro Preziosi, che ha curato anche la regia, e che si avvale dell’accompagnamento musicale di Giacomo Vezzani, e dell’entusiasmo di una decina di giovani comparse. La complessità del monologo, che dura circa un’ora, richiede al pubblico una buona attenzione. Gli spunti della vita di Francesco si alternano a citazioni dai moltissimi – tra cui Dante – che, nelle varie epoche, hanno meditato sul Santo. La parte iniziale è la più lenta, e non lascia molto spazio ai cambi di tono. Dopo, l’atmosfera si scioglie, con intuizioni interessanti. “La parola ‘letizia’ viene da letame, perché non c’è letizia senza povertà”. Rimanda a quel “dal letame nascono i fiori”, di Fabrizio De Andrè. E, poi, ecco il “Cantico delle Creature”. Colpisce in particolare il passaggio relativo a “Sora Morte”. Francesco è cieco, provato dalla malattia, l’ora si avvicina. Uomo di temperamento quale fu, dovrebbe almeno imprecare. Invece no. «Stai arrivando da me, e mi chiami sorella. Io, la più temuta dagli uomini, e tu mi chiami sorella». I temi trattati – amore, superamento del possesso, cura del creato, necessità della pace – sono quelli di cui l’uomo di oggi ha bisogno. Come ne aveva bisogno la comunità di San Miniato quando, distrutto il teatro dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, si decise di ricostruirlo ma… all’aperto. «Trasformando le ferite della storia in un laboratorio di rinascita civile e spirituale», ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani.

© 2026 Romina Gobbo
pubblicato su Famiglia Cristiana – n. 32 – Scelti per voi – domenica 9 agosto 2026 – pag. 88


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