Genesi di una giustizia ingiusta

Teatro. Eumenidi a Vicenza

Com’è possibile che la nascita della giustizia coincida con una decisione ingiusta? Esce con questa domanda il pubblico che ha assistito – il 7 e 8 ottobre – alla rappresentazione della tragedia di Eschilo “Eumenidi – Tutta, tutta del padre io sono”, al Teatro Olimpico di Vicenza, nell’ambito del 79° Ciclo di spettacoli classici. Una prima assoluta, su adattamento di Serena Sinigaglia e Gabriele Scotti, con sul palco un gruppo di sette ottime attrici. Interpretano il coro, ma anche le Erinni che, all’inizio della pièce, come nel mito arcaico, si comportano da dee della vendetta, mentre, alla fine, divengono Eumenidi, le benevole. Di volta in volta, un’attrice dà voce a un personaggio: Oreste, la coordinatrice della giuria, Apollo, Atena, che è anche il deux machina che sceglie di spezzare la catena di sangue che grava sugli Atridi. Oreste ha assassinato la madre Clitemnestra che a sua volta ha assassinato il marito Agamennone, che a sua volta aveva assassinato la figlia Ifigenia. Oreste dev’essere processato. La sua sorte dovrà essere stabilita da una giuria popolare ma, in caso di parità di voti, come in effetti accade, l’ultima parola spetterà ad Atena, che assolve il reo. Per lei, nata dalla testa di Zeus, a generare è il padre, uccidere la madre quindi non è fatto così grave. Un verdetto non facile da digerire per noi. Se è vero che il tribunale è subentrato alla vendetta, è vero anche che la decisione è assai discutibile, e infatti siamo ancora qui a discuterne a distanza di 2.500 anni. Molti applausi e un pubblico giovane.

© 2026 Romina Gobbo

pubblicato su Famiglia Cristiana – domenica 18 ottobre 2026 – pag. 100

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